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La Federazione Lavoratori della Conoscenza (FLC CGIL) è l’organizzazione della CGIL che associa ed organizza le donne e gli uomini che lavorano nei settori della scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale, formazione professionale ed educazione degli adulti.
In una parola, siamo il sindacato dei lavoratori della conoscenza.

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Difendiamo il contratto nazionale della scuola in Trentino.

Diciamo no all’autonomia differenziata. Firmiamo la petizione 

Nelle ultime settimane, in seguito alle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Valditara si è acceso il dibattito su un tema molto delicato: l’autonomia differenziata.

Sebbene in Trentino esista un alto grado di autonomia derivante dallo statuto speciale della provincia, peraltro fondata su premesse di natura storica, culturale e linguistica ben diverse dalle motivazioni che spingono i progetti di autonomia differenziata del governo, anche in Trentino il contratto nazionale della scuola è lo strumento più efficace, semplice e applicabile di cui disponiamo per i docenti. Anche in Trentino quindi, per quanto esista una contrattazione di primo livello presso l'APRaN, il contratto nazionale della scuola rimane lo zoccolo duro di tutto il sistema per i docenti, uno strumento irrinunciabile dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista normativo per la sua semplicità, la sua puntualità, la sua applicabilità e il suo grado di protezione e tutela. Questo vale anche e soprattutto se messo a confronto col contratto provinciale del personale ATA, assistente educatore, docente della formazione professionale e delle scuole dell’infanzia, e gli altri numerosi contratti nazionali applicati in provincia, che sono meno puntuali, meno semplici e offrono minori garanzie ai lavoratori. Due su tutte: la negazione della ricostruzione di carriera e dell’automaticità delle progressioni retributive sulla base dell’anzianità di servizio. Riteniamo inoltre che l’irrigidimento delle procedure di mobilità nel resto del Paese sarebbe deleterio per il Trentino che da sempre attira una parte importantissima dei docenti da fuori provincia.

L’autonomia differenziata è uno schema che porta con sé problemi rilevanti, ad alto rischio per la tenuta del contratto nazionale della scuola. Tenderebbe a frammentare e a differenziare gli organici, l’amministrazione della scuola e gli stipendi del personale in tutto il Paese, in funzione di logiche locali e di contenimento della spesa a livello centrale, andando così a svilire e compromettere il ruolo unificante del contratto nazionale della scuola, a irrigidire la mobilità interregionale del personale, a cristallizzare le disuguaglianze e crearne di nuove in termini di diritti, doveri e retribuzioni tra regione e regione.

La FLC CGIL nazionale ha avviato una campagna per la raccolta delle firme necessarie a presentare una legge d’iniziativa popolare per modificare l’articolo 116 comma 3 della Costituzione. Servono 50.000 firme perché la proposta di legge possa raggiungere il Parlamento per essere discussa.

In estrema sintesi, il comma 3 dell’art. 116 della Costituzione prevede la possibilità di attribuire ulteriori e particolari forme di autonomia alle regioni a statuto ordinario. Il dibattito è in corso in particolare sulle richieste d’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, su un ampissimo ventaglio di materie oggi di competenza dello Stato. Uno dei nodi centrali è la debolezza del ruolo assegnato al Parlamento a favore del ruolo centrale attribuito alla Conferenza Stato-Regioni.